Una ricorrenza e un appuntamento per “rimediare” a un oblio che per molti anni ha avvolto queste storie.
C’è voluta una legge dello Stato, che risale ormai a circa vent’anni fa, per accendere una luce sulle vicende drammatiche, che caratterizzarono il cosiddetto “Confine Orientale” durante la Seconda Guerra Mondiale e gli anni immediatamente successivi. E così dal 2004 è stato istituito il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, e si è incominciato a parlare degli italiani gettati nelle Foibe, in nome di una folle operazione di pulizia etnica e dell’esodo di migliaia di nostri connazionali, cacciati dalle loro case e dai luoghi dove avevano sempre vissuto. In quest’ultimo caso, poi, persone che anziché trovare nel nostro Paese solidarietà e un’accoglienza accettabile, finirono per essere guardate con sospetto e mandate in campi profughi.
È seguita inoltre una diffusa indifferenza nei decessi successivi: nei libri di storia non c’era una riga e non capitava di sentirne parlare neppure da eminenti studiosi e giornalisti. Come se tutto questo non fosse mai accaduto. L’unica possibile spiegazione risiede nel fatto che si tratta di una storia complessa, difficile da spiegare e troppo spesso occasione di letture “politiche e interessate”.
Il Liceo Ariosto, da alcuni anni, propone una conferenza-lezione per onorare le vittime delle Foibe e dell’esodo e per rendere consapevoli i propri studenti di quanto avvenne. Il prof. Giuseppe Quattrini del Dipartimento di Filosofia e Storia, lunedì 10 febbraio dalle ore 12:10 presenterà “Foibe, storie di esuli italiani”.
Si parlerà delle Foibe ma con un focus particolare sulle vicende esemplari di alcuni esuli. Un modo come un altro per fornire il proprio contributo a questo “recupero della memoria” di avvenimenti tanto tragici quanto dimenticati per troppo tempo.